Wednesday, October 12, 2011

Roma: frate denunciato per stupro, dopo anni la vittima tenta il suicidio

Un padre francescano della chiesa di Sant’Alessio nel quartiere romano dell’Aventino, noto solo con le iniziali V. B., è stato denunciato con l’accusa aver abusato per anni di un giovane di Frosinone, ora ventiseienne. Le violenze sarebbero iniziate dal 1991, quando la vittima aveva 8 anni, con rapporti consumati proprio nell’ufficio romano del frate e nella sua residenza sull’Aventino, rende noto Leggo. Gli investigatori hanno scoperto anche materiale pedopornografico, il mese scorso, nell’abitazione del religioso. La storia è emersa quando il giovane un anno fa ha tentato il suicidio. Il frate intanto è stato trasferito dai superiori presso un convento in Liguria.

Monday, October 10, 2011

Canada, congregazione pagherà 18 milioni di dollari per risarcimento casi di abusi

La congregazione cattolica di Sainte-Croix in Quebec ha annunciato pubblicamente che pagherà 18 milioni di dollari canadesi alle vittime di abusi sessuali. Decine di abusati, che hanno subito violenze tra il 1950 e il 2011, e la congregazione hanno infatti raggiunto un accordo sul risarcimento, rende noto l’AFP. Negli anni passati la Chiesa locale aveva contribuito a coprire i casi di abusi, fino allo scoppio dello scandalo nel 2008. Il superiore provinciale, padre Jean-Pierre Aumont, ha espresso ufficialmente le scuse a nome della congregazione. Ha affermato che anche altre vittime potranno uscire allo scoperto, ricevendo un risarcimento tra i 10.000 e i 250.000 dollari canadesi.

Sunday, October 2, 2011

Palermo: don Turturro condannato per pedofilia, si attende sentenza di appello

Don Paolo Turturro, noto attivista contro la mafia e già parroco della chiesa di Santa Lucia, è stato condannato in primo grado nel 2009 a sei anni e sei mesi per pedofilia. Nonostante le indagini e la condanna, il parroco non è stato sospeso dalla Chiesa. I giudici avevano imposto al prete di lasciare Palermo, ma dopo tre anni gli era stato concesso di tornare in città ed era diventato rettore alla Madonna del Ponticello.
Il processo è cominciato nel 2004, dopo che per caso erano emersi due episodi di violenza su bambini di 10 anni. Nel luglio del 2009 è appunto arrivata la sentenza di condanna in primo grado. Si attende per il 13 ottobre quella d’appello.
Secondo la difesa, il parroco sarebbe in realtà vittima di un complotto ordito dalla mafia. Ma il procuratore Carrara, scrive La Stampa, afferma invece che le famiglie “in alcuni casi non denunciarono e si chiusero a riccio” e che “molti dei 67 testi ascoltati in tribunale ritrattarono”.
AGGIORNAMENTO DEL 20 OTTOBRE. La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna inflitta al prete per abusi sessuali: sei anni e sei mesi. Nonostante le ritrattazioni di altri testimoni, le due vittime hanno confermato le accuse, scrive La Repubblica.

Wednesday, September 28, 2011

Rapporto di Amnesty International sullo scandalo della pedofilia clericale in Irlanda

E’ stato diffuso un rapporto di Amnesty International, intitolato In Plain Sight. Responding to the Ferns, Ryan, Murphy and Cloyne Reports e a firma di Carole Holohan, sullo scandalo pedofilia che ha coinvolto la Chiesa irlandese. Secondo il direttore esecutivo di Amnesty per l’Irlanda, Colm O’Gorman, lo scandalo è stato “forse il più grande fallimento in tema di diritti umani nella storia dello Stato”, con migliaia di bambini “torturati” e “brutalizzati, picchiati, messi alla fame e abusati”. “I rapporti Ferns, Ryan, Murphy e Cloyne ci dicono cosa è accaduto”, ma “non perché è accaduto”, ha detto O’Gorman durante la presentazione dello studio di Amnesty presso la Royal Hibernian Academy, a Dublino. “Abbiamo commissionato questo rapporto”, ha aggiunto riferendosi a In Plain Sight, “per indagare sul problema, perché solo facendo così possiamo essere sicuri che non accadrà di nuovo”. “Gli irlandesi hanno tenuto le bocche chiuse per deferenza verso lo Stato, il sistema, la Chiesa e la comunità”, ha detto, invece di reagire.

Tuesday, September 13, 2011

Vittime di abusi denunciano Benedetto XVI al tribunale de L’Aja per scandalo pedofilia

Un’associazione che rappresenta le vittime dei preti pedofili negli Usa (Snap, ovvero Survivors Network of those Abused by Priests), ha depositato presso la Corte internazionale de L’Aja una denuncia contro papa Benedetto XVI e alcun prelati, per crimini contro l’umanità. Chiamato in causa quindi il papa, anche per il suo ruolo da cardinale a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede; il card. William Levada che ora ha questo incarico; il card. Angelo Sodano, segretario di Stato all’epoca di Giovanni Paolo II e il card. Tarcisio Bertone, che ora ricopre l’incarico. Col supporto del Center for Consitutional Rights, il network intende chiedere conto direttamente alle alte gerarchie vaticane per aver coperto e non aver punito con necessaria fermezza i sacerdoti colpevoli di reati sessuali, segnala tra gli altri l’Associated Press.
Il tribunale comunque si occupa di crimini legati a conflitti armati, il come genocidio. Tra l’altro il Vaticano non è Stato membro della Corte e quindi fuori dalla sua giurisdizione.

Friday, August 26, 2011

Boston, arcidiocesi pubblica lista di preti pedofili

Il cardinale Sean P. O’Malley ha deciso di pubblicare una lista di 132 preti e due diaconi accusati di abusi, quasi dieci anni dopo lo scandalo che travolse l’arcidiocesi di Boston. La lista è consultabile sul sito internet della diocesi e contiene anche 22 preti ancora in servizio, sebbene sospesi. Vengono resi noti anche i dati di 25 preti accusati di molestie ma innocenti secondo la diocesi. Altri 91 nomi non saranno pubblicati in quanto deceduti, non accusati pubblicamente o appartenenti ad altri ordini e diocesi. Diverse associazioni di vittime hanno criticato queste omissioni.

Tuesday, August 23, 2011

Usa: abusi di un prete, secondo accusa “Vaticano sapeva, l’ha trasferito dall’Irlanda”

L’avvocato Jeffrey Anderson, che rappresenta una vittima di abusi sessuali da parte di un sacerdote, ha dichiarato che il Vaticano non ha esibito tutta la documentazione richiesta nel processo. Lo segnala tra gli altri l’agenzia Reuters. Il caso è quello di don Andrew Ronan, che negli anni Sessanta ha commesso abusi quando era sacerdote a Portland, in Oregon. Tra le 1.800 pagine prodotte dal Vaticano su richiesta del giudice, mancherebbero secondo Anderson proprio i documenti più importanti. Ma l’avvocato che difende il Vaticano, Jeffrey Lena, respinge le accuse. Afferma che la Santa Sede non è direttamente responsabile e che non sapeva del caso, rimasto occultato a livello locale. Casomai i responsabili sono nella diocesi o nell’ordine cui apparteneva il prete, continua il legale.
Anderson sostiene invece che dalle carte disponibili risulterebbe il coinvolgimento diretto del Vaticano negli spostamenti del prete e che la Santa sede sapeva dei problemi creati dal sacerdote. L’uomo era stato trasferito da Benbrub (in Irlanda) negli Usa (prima a Chicago e poi a Portland), poi ridotto allo stato laicale nel 1966. Lo stesso parroco aveva chiesto di lasciare il sacerdozio ed era stato risposto dall’Italia che ciò poteva essere possibile “senza alcuno scandalo pubblico”. Una lettera del 1963 inviata dal provinciale dei Padri Serviti di Chicago a suo superiore a Roma, riporta l’Irish Times, parla di atti “omosessuali” del parroco in un seminario in Irlanda. Ronan aveva ammesso ciò ma poi era stato trasferito presso una scuola superiore a Chicago, per coprire lo scandalo. Lì aveva commesso abusi su alcuni allievi ed era stato trasferito di nuovo presso la chiesa di St. Albert a Portland.